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Franky's styleIt's not in the stars to hold our destiny but in ourselves 04 noviembre trenta e lode-una birra per favore. voti ad una, due, tre cifre. -va bene chiara grazie. poca schiuma. chissà cosa cazzo mai me ne farò poi di questi numeri astratti una sera seduto di fronte alle luci di las vegas. continuo a fidarmi del sistema decimale anche in una notte di pioggia. tutto è al suo posto. la bora non sposta niente. o meglio la bora sposta tutto nel posto giusto. e cosi ricordi e sogni sbattono tra le vie, fanno oscillare persone. -scende che è un piacere, ci vorrebbe una sigaretta. hai d'accendere? le persone si aggrappano alle ringhiere. a volte scivolano. a volte si rialzano. -lo sai bene, non fumo. ma ogni tanto ci sta. ogni tanto si deve. continuano dritte per la loro strada. non notano la foglia che si stacca dall'albero tutte queste facce. il vento porta tutte le foglie secche al loro posto sulla strada all'oscuro da tutte queste persone. tutte al posto giusto. tutte in direzione dei loro piccoli grandi tests. la vita è fatta di esami. un diciotto non vale meno di un trenta e i crediti non basteranno mai comunque a chi studia per una laurea in scelte giuste. -ce ne facciamo un'altra? mi preparo. non valgo certo più di una penna o di un quarto di risma di fogli bianchi. si preparano anche loro. con me. domani primo appello di matematica. -questa te la offro io. non mi preoccupa. non è la mia prima volta. meccanismi ben oliati e tattiche riprovate. apro il libretto e ripasso mentalmente tutti gli esiti della mia vita. molti ventisette, un paio di esami rifiutati, decine di appelli mancati, qualche trenta, parecchi ventitre. la vita è fatta di voti. ma quello che conta veramente sono solo gli esami. sono le emozioni che si vivono e non i voti alle emozioni vissute. -chiedi il conto che ce ne andiamo, Dio. un diciotto non vale meno di un trenta e i crediti non mi basteranno mai per una laurea in scelte giuste. 21 septiembre Forse Mi TrovoTrieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore, come un amore, con gelosia.
Leggo versi scritti qualche decennio passato. Per essere letti da qualcuno che queste vie le calpesta ogni giorno, ma anche da qualcuno che questi posti non li conoscerà mai in questa vita.
Se guardo bene in questi colori, forse Mi trovo. Non sono le onde che si infrangono su un molo audace un sabato notte finito troppo presto. Non sono le foglie degli alberi che iniziano a crollare a terra picchiate da una bora troppo forte.
Dev’essere piuttosto qualcosa dentro. Le donne ti fregano sempre. Dentro.
Ed io continuo ad amministrare gioie e dolori con il mio solito sorriso maldestro. Incapace di recitare la sua parte su un palcoscenico senza sipario. Ed io continuo a non riuscire a mettere via te.
Forse non è ancora venuto il momento di metterti via. O forse il momento è già passato ed è stato frainteso. Mi fermo un istante.
Provo a cercare la risposta su internet. Mi dicono che non la si saprà mai. Non li fanno mai i libretti di istruzioni per queste situazioni.
E ti amo. E le pelle prende la tua pelle. E le labbra prendono le tue labbra.
E si portano dietro tutto il loro sapore. E si portano dietro tutto il loro calore. E si portano dietro te.
E poi. Gli occhi. Non aprirli.
Per non tornare alla realtà. Per non vedere il sangue. Per non scoprire nuovi lividi che forse cosi recenti non sono.
E botte come pugni colpiscono l’anima. Ma il cuore continua a fare il suo dovere. Non smette di succhiare e sputare quei globuli rossi.
E mi chiedo come faccia a volte a tenere botta a cariche cosi forti, il cuore. E mi chiedo a volte come pagherò il conto di un lavoro cosi costoso. E mi chiedo come mai io non sappia essere forte come lui.
Sempre lì. Lì nel mezzo. Finche ce ne hai. Lavoro sui polmoni che forse Mi trovo. 08 febrero A.A.A. Telescopio Cercasi
Un fascicolo inviolato tenuto in scacco da una scrivania consumata. Orgia di fogli intonsi ancora da scrivere all’uscio di una casa chiusa di pensieri aperti.
Tesina d’esame ancora da vivere. Tema già vissuto, L’Infinito. Non quello di Leopardi però, stavolta, mah, alternativo, chissà, vedremo, poi.
Tema banale. Con il sogno di essere originale. Come a dimostrare che anche il quotidiano può diventare eterno. Infinito per l’appunto. Provate voi a spiegare a qualcuno che le cose più semplici possono diventare le più speciali.
Certo non è facile rendere attraente qualcosa di visto e rivisto, e rivisto, ancora. Però riuscirci sarebbe un po’ come dare scacco matto in tre mosse, alla morte.
Infinito. Sfoglio il libro di testo della mia vita alla ricerca di appunti per la mia tesina di maturità. E solo ora capisco quanto piccoli siamo di fronte a questo apeiron.
È inutile nascondere tutto dietro a quella felicità, prostituta di poche notti.
Ci portiamo dentro tutti i nostri ricordi. Ovunque noi andiamo li portiamo con noi. Percorso infinito che non sappiamo cambiare.
Non si può scampare al fruttivendolo che parla di politica, non si può scampare alla barista che spettegola dei suoi clienti, non si può scampare agli amici che ti sparlano alle spalle, non si può scampare a chi ti giudica per quello che non sei e nemmeno a chi ti critica una scelta.
Alla fine si diventa come loro. Che lo si voglia o meno. Percorso infinito che non possiamo cambiare.
O forse si.
Guardo il cielo. Infinito. Miliardi di stelle. Infinite. E penso che si, mi fa piacere pensare che dall’altra parte del mio Infinito su una stella lontana, ci possa essere qualcuno, come me seduto sul bordo dello stesso Infinito, che nello stesso momento stia pensando che alla fine la vita è bella così. Basta trovare gli amici giusti.
Dedicato a chi sa di cosa io stia parlando.
07 enero Buon 2008 a chi lo sa godere7 Gennaio, Como (nebbiosa) Ho aspettato una settimana prima di scrivere. Le vendette a volte è meglio consumarle fredde. Specialmente quelle nei confronti di chi ti è sempre stato contro o di chi non ha mai creduto in te.
Tempo di pagelle ora. Tempo di capire se mandarlo avanti con una sufficienza strappata all’ultimo questo duemilasette o se fargli ripetere l’anno, nel bene e nel male.
Sfoglio i giudizi di un duemilasette molto più lungo di quei suoi trecentosessantacinque giorni.
“Scuola: i voti non gli sono mai interessati. futile diploma americano con 86/100. c’è da pensare alla maturità adesso, voglia di studiare zero. Voto 6 - SPRECONE”
“Famiglia: ci sono stati tempi peggiori. O forse no. La materia non fa per lui. Corso di recupero extracurricolare consigliato. Comunque Voto 3 EFFIMERO”
“Amici: il duemilasette è stato l’anno in cui ha accettato l’idea di aver perso 4 delle persone a cui teneva di più. Il duemilasette è stato anche l’anno in cui ha capito che forse era meglio così. Gli amici veri in fondo, quelli che si contano sulle dita di una mano, ci sono sempre. E questo lo rassicura. È bello poter contare su qualcuno che ti conosce veramente e non ti giudica alle spalle, sia che questa persona abiti nella palazzina di fianco alla tua, sia che viva a Roma, sia che parli croato, sia che si trovi a wuppertal. E poi nuove amicizie. Serate indimenticabili. Serate sfigate. Serate del brindisi. Serate perfette. Voto 8 + SICUREZZA”
“Salute: le gambe continuano ad andare, il cervello a volte si inceppa su certi sogni. Voto 6 - IMPACCIATO”
“Amore: il duemilasette inizia bene ma finisce meglio. Stavolta è quello giusto. Voto 9 + SFAVILLANTE”
"Fortuna: non è stato certo l’anno migliore ma si fa l’abitudine a veder sempre tutto andare a puttane. Tengono alto il voto gli incontri inaspettati che hanno cambiato questo duemilasette. Voto 7 - SOTTOTONO"
"Condotta: Rimorsi e rimpianti. Come è giusto che sia. Non tornerebbe indietro su alcuna scelta. Voto 8 + ORDINARIO"
"Sogni: Tanti. Sognati, vissuti e persi. È la sua materia preferita. E se non fosse per quel paio di momenti bui sarebbe da 10 e lode. Voto 10 - - IN CALO"
Il duemilasette è andato. I ricordi no. Ma ci aspettano altre albe e altri tramonti.
Buon anno a chi lo sa godere.
01 diciembre Dedicato a chi crede in qualcosa (Ancora)Prefazione tratta dal blog di Lollo (si quello che arriva ai Franky's Party in valigia dopo aver preso il cisalpino sbagliato):
"nn e' mai facile tornare...tornare a vivere dp aver sognato, tornare a dover pensare dp aver dormito, tornare a soffrire dp aver goduto...
ogni volta ke si torna da qualcosa c'e' l'euforia della novita' l'incoscienza delle prospettive
e capita ke la tua, di prospettiva, sia diversa da quella ke pensavi o speravi o magari temevi, degli altri
capita ke quella sensazione ke ti faceva tanto bn, nn t faccia più effetto ke quel posto nn sia più lui, o forse ti accorgi sl ke nn lo e mai stato
certe facce, certi sguardi...all'improvviso li vedi, li percepisci x quelli ke sn, nn x quelli ke t'illudevi ke fossero...e allora devi attakkarti a qualcosa
x stare in piedi nn puoi attaccarti a te stesso, cadi attakkato su di te, cn te,da solo
e allora t attakki a quello ke resta, ke altrimenti si cade.
e vorresti scappare x metterti al sicuro, ma nn prima di avere la certezza ke sia la cosa giusta...nn 6 il solo ma nn t consola
e parole buttate, sentimenti sbagliati, contenuto scadente..voto: lontano dalla suffucienza...
ma la vita nn è li a dirti <ti risento dmn, studia>."
"e mi attacco alle stelle che altrimenti si cade,
e poi alzo il volume di questo silenzio che fa stare bene"
la realtà poi è un po' diversa
la realtà è che ultimamente il cielo è troppo spesso nuvoloso
la realtà è che questo silenzio non fa che amplificare la tua nostalgia
ma allora a cosa dobbiamo attaccarci veramente caro Lollo?
elenco di progetti per il futuro ricco di
sostituti di materia mancante
riserve di titolari infortunati
supplenti di padroni di cattedra
delegati di responsabili assenti
loro, quelli veri, non si fanno vedere
si tengono dietro alle loro nuvole
non si fanno beccare nemmeno da chi li ha amati per così tanto
amanti sposati con il tuo miglior nemico
non si fanno beccare da chi li cerca in una scatola di ricordi
non si fanno beccare da chi li cerca in una scatola di rimpianti
non si fanno beccare
o almeno ci provano
ma stai tranquillo socio che prima o poi le nuvole scompaiono
e allora non ci resta che sintonizzarci sul canale meteo
prima o poi li beccheremo i nostri sogni 06 junio Si vieni e Si vaSi viene e si va, comunque ballando Pensando una vita forse non basterà.
Dieci mesi sono tanti e dieci mesi sono pochi. Dipende da che punto di vista li guardi. Provo a tirare le somme con l’aiuto di questa tastiera. Potrei parlare degli Stati Uniti d’America ma non ne sono in vena. Potrei parlare dell’esperienza in sé ma richiederebbe troppo tempo. E allora forse quello di cui voglio realmente parlare è me stesso. Alla fine tutto quello che mi è stato attorno nell’ultimo anno è una gran parte di quello che sono. Mi riferisco specialmente a quel migliaio di persone che ho conosciuto dall’altra parte dell’oceano.
Cominciamo da Lollo, perché alla fine tutto è iniziato lì, su un aereo della British Airways per Londra, posto 15 C, corridoio, il destino ha voluto un 15 B alla mia sinistra per Lollo. Lorenzo Tocci nato a Roma classe 1989, si presenta con una maglietta di Ligabue. Tutto è iniziato con lui in fondo. E tutto finirà con lui, a Linate, dove due bicchieri di vodka ci aspettano su un bancone che dovrà essere capace di tenere il peso dei sogni. Lollo, o meglio, brother Billo ha significato molto in questo ultimo anno. Per coloro che non lo conoscessero, brother Billo, è una di quelle persone capaci di farti sentire a casa anche quando sei dall’altra parte del mondo. Una di quelle poche persone alle quali puoi dire ciò di cui ti vergogni. Una di quelle poche persone alle quali può dire ciò di cui sei orgoglioso. Uno di quelli a cui la dici come la pensi senza giri di parole. Tutto è iniziato con lui e tutto finirà con lui, ma ci tenevo a ringraziarlo particolarmente per quello che c’è stato in mezzo. Per esserci stato nei momenti peggiori e soprattutto per non essere mancato in quelli migliori. Lollo è una persona capace di sboccare nel mio letto ubriaco ed è anche capace di restare sobrio in una spiaggia di Honolulu per potermi riportare in hotel sano e salvo dopo che ho bevuto una bottiglia di vodka da 8 dollari e che mi sono buttato in mare ubriaco a mezzanotte con una ragazza di 21 anni dell’Oregon. Alle Hawaii c’era pure Carlito, se provo a descriverlo probabilmente non mi credete, tanto lo trovate tra un mesetto al Franky’s Party, basta cercare per un argentino grande come un armadio con la polo di Louis Vuitton da 400 euro e le infradito di Prada. Adriana invece è una exchange student croata che parla l’italiano meglio di me e nessuno ha ancora capito dove cazzo l’abbia imparato. Adriana è la mia sorellina croata. La stimo un casino, veramente, sono troppo felice di averla incontrata. È una di quelle che ti dice le cose in faccia. La trovate pure lei a ballare sotto le stelle del Franky’s Party tra un mesetto.
Per quanto riguarda la mia famiglia da questa parte dell’oceano mi sono beccato lo stereotipo della famiglia americana. Due fratelli di 6 e 9 anni che possiedo l’ultima versione di playstion, game cube, wii, game boy, game boy advance, nintendo ds e x-box. L’unico momento in cui si staccano dai videogame è il sabato mattina quando corrono in camera mia alle 7 di mattina a ricordarmi che come dice il liga i giorni sono corti. La mia host-mom e il mio host-dad invece sono quelli che passano i pomeriggi e le sere davanti ad ogni genere immaginabile e non di reality show. Sono anche quelli che odiano Bush ma votano i repubblicani. Insomma la famiglia non è che mi abbia dato molto, ma forse fa parte dell’esperienza.
La maggior parte del tempo alla fine si passa in una di quelle scuole che si vedono in The O.C. o in Dawson’s Creek. La mia scuola si chiama Minisink Valley High School. All’interno troviamo cheerleaders che si chiamano Samantha, sono bionde e hanno gli occhi azzurri, giocatori di football grandi come armadi che ogni volta che mi salutano all’urlo di “yo my crazy italian bro” hanno pronta una storia (sempre la stessa) di sesso, macchine o droga. L’armadietto per fortuna c’è l’ho nel corridoio dei borghesotti americani. C’è a chi va male come a Ana che arrivata dalla macedonia si è beccata l’armadietto nella hall-ghetto dove ogni giorno una ventina di 50 cent rappano con una catenozza al collo che ruba la scena al giubbotto di almeno 5 taglie troppo grande. Ci sono gli sfigati che vengono abbandonati nell’angolo durante il lunch-period e ci sono le verifiche a crocette che vengono scannerizzate come la schedina del totocalcio. Ci sono bandiere americane da tutte le parti come se non avessimo ancora capito quanto sono nazionalisti e c’è il giuramento verso la repubblica da pronunciare ogni mattina in ogni classe. Ah dimenticavo a scuola è vietato abbracciarsi, portare bottigliette di plastica e uscire dalla classe per andare in bagno senza autorizzazione scritta. A scuola è invece consentito dormire sul banco e ruttare durante le verifiche. Con la scusa che si cambia classe ogni 45 minuti e che ho un accento esotico, sono pieno di amici. Quelli veri però li conto sulle dita di una mano.
Non ho parlato di ragazze. Quello voglio tenerlo per me. Vi dico solo che sono innamorato. Se ve lo stavate chiedendo, si, sono sempre lo stesso, quello che perde la testa per una ragazza che ha visto al ballo della scuola, ma sono anche cresciuto. Ogni giorno nuove emozioni, nuove facce, nuove esperienze. Belle o brutte non importa. Si impara comunque qualcosa. Ho imparato molto quest’anno. Ho imparato che le persone cambiano e soprattutto che le persone ti cambiano. Ho imparato a cercare il lato positivo delle cose anche quando le cose di lati positivi non ne hanno molti. Ho imparato che incazzarsi non serve proprio a niente e che bisognerebbe ascoltare prima di parlare. Quest’anno ho capito che la persone ti tirano giù solo se glielo lasci fare. Ho anche imparato ad apprezzare un po’ di più un tramonto su un lago, una bottiglia di birra, un consiglio di un amico.
Sono molte le cose che ho imparato negli ultimi 10 mesi. Un po’ le devo a tutti quelli che ho incontrato. Un po’ a quelli che mi hanno fatto crescere rimanendo da quella parte dell’oceano in silenzio. Non vedo l’ora di tornare da loro, ma alla fine è stato un bell’anno questo.
È giusto che finisca cosi. È ora di tornare in aeroporto insieme a Lollo. Sperando che il limite delle 2 valigie da 25 chili l’una non tenga conto del peso dei sogni. Altrimenti mi tocca lasciare qui qualche polo di abercrombie.
Si viene e si va comunque ballando Pensando una vita forse non basterà.
17 agosto Parole da dedicarVi
Ultimo commento prima di chiudere con questo blog. Alzo il volume. Al massimo. Può fare male se così alto. Ma, un po’ come l’alcool, sa farti stare bene per quegli attimi giusti.
Ultimo commento. Mi sembrava giusto dedicarlo a tutti Voi. Mi sembrava giusto lasciarlo un commento prima di voltare le spalle a tutto. Mi sembrava giusto parlare di ciò che mi tiene ancora qui. E non mi riferisco a quella decina di giorni. Sto parlando di sentimenti, quelli che mi tengono fermo qui. Amore, odio, amicizie stupende, amicizie nuove, amicizie distrutte, amicizie false, amicizie profonde.
Ultimo commento. Dedicato a tutti, ma proprio tutti.
Ultimo commento. Mi hanno regalato una cornice da portare negli Stati Uniti. Cerco con foga un ricordo di tutti voi. Inizio dal Franky’s Party. C’eravamo quasi tutti. Darei qualsiasi cosa per avere una foto del gruppo di quella sera. Era perfetto. Darei qualsiasi cosa perché fosse tutto come quella sera. Provo ad immaginarmela questa Nostra foto. ClaudioTucciGalloCrisciMaggieGiuliaPulcinaMonicaEttorePerezMartyMicolAngelica BiancaLuciaMeriGiuliaMaspySarryEleMascioBeretzZioVitaDedeIlmiticogiuliotherocker. Eravamo veramente fighi quella sera. Provo a immaginarmi questa Nostra foto. Provo a immaginare come eravamo. Alcuni sono cambiati molto da quella foto. Alcuni sono sempre gli stessi. Alcuni sono partiti. Alcuni mi hanno fatto sentire fiero di loro. Alcuni altri mi hanno deluso.
Ultimo commento. Mi hanno regalato una cornice da portare a New York. Ricerco qualcosa che abbia il gusto di Voi. Riparto da un’anno fa. RisateSorrisiLacrimeEmozioniGioiaEccitazioneTristezzaDelusioneInnamorarsiIlludersiDisilludersi UrlarealcieloSognareBallareMusicaSottofondiRicordiRealtàRicordiSogniRicordiVivereRicordi. Sto pensando che / non ritornano / sto pensando che / che se poi ci riprovo lo so che non è più lo stesso.
Ultimo commento. Mi hanno regalato una cornice da portare a Middletown. Non riesco a trovare una foto che vi abbia preso tutti. Non riesco a trovare quel punto da dove iniziare. Non riesco a riconoscere quel momento in cui tutto è iniziato. Forse non ce n’è bisogno. Forse è giusto ricordarvi così. Sapete, la vita è corta, un giorno vi svegliate e tutti i vostri sogni, tutto quello che avevate sempre desiderato, non c’è più. Le persone crescono, i sentimenti cambiano, i ricordi svaniscono, niente dura per sempre. Niente è eterno.
Ultimo commento. Destinato a durare per sempre. Lascio che siate Voi stessi a trovare quei ricordi di cui sto parlando. Sono sicuro che ognuno di voi sa a cosa mi riferisco.
Hands down this is the best day I can ever remember La mia canzone preferita esce prepotente dalle cuffie del mio mp3.
Non scordateveli mai, i Vostri ricordi, sono pezzi di voi.
Buona Vita Ragazzi
Franky 07 julio Per chiunque creda veramente in qualcosa.
Trecentosessantacinque Albe. Trecentosessantacinque Tramonti.
Qualche migliaio di ricordi lentamente appesantiti da una polvere alzata da un anno che ha addosso ogni genere di sapore. Bisogna scavarci in questi ricordi per vedere cosa ci sta sotto, per vedere dove tutto è iniziato. Bisogna scartavetrare la superficie di questa tela resa cosi spessa da tanti strati di sentimenti sovrapposti. Bisogna spiegare a quel pittore che non sempre è giusto dipingere sopra un dipinto all’apparenza ormai sfruttato. Alcuni ricordi vanno lasciati così come sono. Non vanno toccati. Forse è per questo che non ho avuto il coraggio di tornarci quest’estate. Un anno fa. Un anno fa nessuno sapeva che quello sarebbe stato l’inizio.
Mi fermo a guardare questa vestaglia di nuvole che veste le stelle questa notte. Anche il cielo sembra essere lo stesso dopo tutto questo tempo. Sono solo, non ho fretta. C’è tutto il tempo per consumare la candela che mi tiene compagnia.
Mi faccio coraggio e apro due cartelle sul mio notebook: musica e Hastings ’05. Voglio farmi del male stanotte. Ma non c’è momento migliore di questo. Anniversario di un sogno.
Giudizi Universali - Che Ne Sarà Di Noi - Best Of You – Glorious – Dancin’ – Spaccacuore. Le canzoni scandiscono un tempo che non fa altro che allontanarmi da quei ricordi. Ma basta chiudere gli occhi per tornare là, alla fermata del 22A. Chiudo gli occhi e sono di nuovo sotto le coperte di quel letto che sembrava fatto di plastica a cantare una canzone di Samuele Bersani. Il cuore batte cosi forte che inizio a tremare un po’ ingenuamente al solo pensare cosa stavo provando un anno fa a quest’ora.
Musica, dai suona più forte, non voglio sentire quello che non riesco a capire.
Non mi sono mai sentito cosi solo. Solo con un cuore pieno di ricordi, che vogliono uscire, che vogliono essere vissuti di nuovo. Ma nessuno potrebbe capirli. Solo voi, voi che l’avete visto il sogno di cui parlo. Ma in questo momento siete tutti così lontani. Di nuovo a qualche passo dal Nostro sogno. Chissà come ve la starete passando. Vi posso solo immaginare. Due ragazze, la prima che non fa altro che stortare le caviglie nelle foto da punkettona, la seconda figlia di un’alpinista mai dimenticato. Due ragazze che impartiscono gratuite lezioni di triestino a ragazzi disinteressati nell’isola con il secondo pier più lungo d’Inghilterra che non sarà mai nemmeno la metà del nostro Pier. Più a nord due ragazzi, il primo che è un faccione peggio di una scimmia, il secondo che è un po’ il mio migliore amico. Due ragazzi che “are trying to destroy da house?!?!!!!” in una stanza non ancora disordinata che non avrà mai abbastanza pezzi di pocket lunch misto a panettone sparsi sulla moquette. Sono sicuro che vi starete divertendo come delle scimmie, amici.
Leggera leggera si bagna la fiamma rimane la cera e non ci sei più non ci sei più.
Note che acquistano sempre più valore con il tempo. Ora che sono qui solo. Pensate che sia da vigliacchi restare qui ad ascoltare canzoni e sfogliare foto? Può darsi. Ma lo sapete come la penso. Preferisco sdraiarmi qui sotto ai ricordi e rivivere un’anno in una notte.
Scavo tra i rimpianti e i rimorsi e l’unica cosa che so è che quelle tre settimane ci hanno cambiato la vita. Cosa sarebbe stato senza quei venti tramonti? Cosa è stato grazie a quei venti tramonti? Ho tutta la notte per sognare. Tutta la notte per barcollare ancora ubriaco sulle tavole di legno del mio Pier. Tutta la notte per sentirmi di nuovo Vivo.
Un tiro di vento spegne la candela. O forse è solamente la fine dello stoppino. La calda luce rossastra si spegne nel buio di una notte fredda. Resta la cera, che in fondo è la cosa più difficile da staccare [dal cuore.
16 junio Dream OnEvery time that I look in the mirror,
All these lines on my face gettin’ clearer. The past is gone It went by like dusk to dawn. Isn’t that the way? Everybody’s got their dues in life to paay… Well, I know nobody knows Where it comes and where it goes. I know everbody sins! You’ve got to lose to know… Half my life’s in books’ written pages. Live and learn from fools and from sages. You know it’s true, All the things come back to you. Sing with me – sing for the year – Sing for the laughter and sing for the tear. Sing with me if it’s just for today – Maybe tomorrow, the good Lord’ll take you awaay! Well, sing with me – sing for the year – Sing for the laughter and sing for the tear. Sing with me if it’s just for today – Maybe tomorrow, the good Lord’ll take you away! Dream on… Dream on… Dream on… Dream until the dream come true! Dream on… Dream on… Dream on… Dream until your dream come true!
29 mayo Hands To The Sky 2
“dalla finestra entra odore di Hastings”. Mi hai scritto in una giornata dallo stesso cielo grigio. In una giornata in cui sprazzi di pioggia scuotono ripetutamente il cielo.
Se aspetti fai in tempo a vedere un raggio di sole uscire da dietro la nuvola più chiara. Speranza riposta in un angolo dei nostri cuori che si rifà viva periodicamente. Tornare ad essere liberi, tornare a Vivere, tornare a sognare.
Ci sono mattine in cui mi sveglio e penso che Hastings non sia mai esistito. Ci sono mattine in cui cerco minuziosamente sull’atlante prove dell’esistenza di un sogno. E se l’atlante non basta ho sempre una cartella di nome “Hastings ‘05” sul solito notebook.
Ci sono momenti come questo in cui devi convincerti che ci tornerai. Non puoi pensare il contrario, non puoi lasciarti morire. Non potrai mai lavarti quel sapore dalle labbra.
Non vuole andare via quel gusto che sa tanto di felicità. Unica certezza in una realtà che ti sfiora cosi velocemente da non lasciarti il tempo di mettere l’autoscatto.
Se dovessi mettere delle x sui momenti più belli che io abbia mai passato penso che la maggior parte sarebbero nella colonna “me&tucci”, e questo mi spaventa un po’ visto che l’anno prossimo non sarai più al mio fianco di fronte allo stesso specchio a farci i capelli, insieme.
Spero che te la caverai anche tu qui in Italia socio. E se una sera ti sentirai solo per aver perso due personaggi come me e la Marta lo sai, lassù c’è sempre quella linea blu verso la quale rivolgere le mani.
Dedicated To Andrea Tucci 28 mayo Hands To The Sky 1Mancano giusto giusto un paio mesi, due mesi non sono un cazzo se ci pensi amico mio.
Ti ho sempre voluto un bene immenso in tutto questo tempo ma ora che sono qui sul bordo del cielo non posso far altro che chiedermi se ci sono veramente riuscito a dimostrartelo.
Forse non sono stato in grado di dimostrare molte altre cose. Ma adesso bisogna continuar a far girare questa giostra. Proprio adesso che, cosi veloce, non può essere fermata.
Sto provando a pensare come restituirti quello che mi hai dato. Non è che mi vengano molte idee se devo essere sincero.
Anche perché manca poco, lo dici tu stesso, dici anche, però, che è quel poco capace di cambiare tutto.
Una mattina mi sveglierò dall’altra parte del mondo E allora si che sarà difficile cambiare qualcosa. . Non so se queste parole possano servire a qualcosa ma comunque sia io ci credo, fino in fondo.
Queste parole rimarranno per sempre perché non sono fatte di semplice inchiostro, ma diricordi_difoto_dimomentiindimenticabili_dirisateinfinite.
Infinito, parola un po’ corta per il significato che si porta dietro.
Infinito, parola un po’ corta per descrivere quel sentimento che ci lega.
Non lasciare che siano le lacrime a vincere i sorrisi amico mio.
E se pensi che questo sia già il nostro tramonto, forse puoi anche essere nel vero, ma c’è ancora il Franky’s party, e c’è ancora Barcellona.
Se pensi che questo sia già il nostro tramonto, forse puoi anche aver ragione, ma non dimenticarti che, dopo il tramonto, c’è ancora una notte intera da vivere,
Hands To The Sky, My Friend Till The Break Of Dawn.
Dedicated To Claudio Castronuovo 03 mayo Sky's The Limit
Ci sono finito dentro, non so come. In un disegno di mia sorella. Mia sorella ha 5 anni per chi non lo sapesse.
Non so voi ma io non ci avevo mai pensato. Provate a guardare i disegni dei bambini. Magari tirate fuori i vostri, quelli che, in una lungimirante inutilità, tenete nell’angolo più remoto della vostra soffitta.
Il cielo, il cielo non l’avevo mai guardato veramente.
Per i bambini il cielo è una linea azzurra che squarcia a metà l’ancora intonso foglio.
Due mondi. Sopra questa linea, uno spazio, infinito, dello stesso colore del mare. Sotto, qualche centimetro bianco e tutto il resto.
Sopra i sogni. Sotto tutto quello che siete. In mezzo quei soliti centimetri bianchi.
Difficili da raggiungere, ma almeno sai che da qualche parte ci sono, [i sogni.
È bello sapere che anche il cielo ha un inizio. Perché a quel punto per trovarlo ti basta guardare in alto. Verso quel punto (o meglio quella linea) dove iniziano [i sogni.
Da quel momento in cui sei riuscita a mostrarmelo ho capito che ci sarà sempre, il cielo, ovunque io sarò, anche dall’altra parte di un oceano, dovrò solo alzare gli occhi verso quella linea chiamata amore e potrò riaverti. 18 abril Il sapore del legnoTavole di legno scurite dal tempo, dall’umidità, dall’usura, lui è sempre lì in fondo, a metà tra il mare e il cielo. Si inzuppa di sogni, c’è dentro fino in fondo. E nonostante tutto è sempre lì.
Cosa daresti per tornare un attimo lì? Fermarti davanti a quel grande cancello di vecchio ferro verniciato nero, e correre senza prendere fiato fino in cima, fino alla punta che spacca le onde del mare prima che arrivino sulla spiaggia.
Ti senti un po’ stronzo forse nel nascondere la tua codardia a migliaia di chilometri di distanza. Ti senti un po’ stronzo ad essere qui. Sai che il tuo posto è là.
Tra quelle sottili tavole di legno scuro, impregnate di sale e di sogni.
Cosa daresti per tornare un attimo a sentire il profumo di quel legno? In realtà non è solo un profumo, è qualcosa che ti entra nelle ossa, e non ti esce tanto facilmente.
Si forse puoi lasciarlo anche un attimo all’interno della scatola “ricordi”, ma prima o poi quel sapore ti fa venire i brividi di nuovo. Magari saranno passati anche dei mesi, degli anni, ma quel gusto lo sai, non lo potrai mai scordare.
Il gusto di una risata, di una lacrima e di un bacio, quel gusto di un’estate passata troppo in fretta, è il gusto di quei tramonti che abbandonavano il cielo troppo velocemente ed è il gusto di quei ricordi che non lo lasceranno con la stessa facilità, il tuo cuore.
Adesso ferma tutto quello che ti sta attorno e prova a chiediti anche solo per un istante, cosa daresti per tornare un attimo lì, su quel legno che ti ha saputo cullare un’estate, sdraiarti sulle stesse tavole di quell’estate, a metà strada tra il mare e il cielo, a metà strada tra la realtà e il paradiso, in mezzo, solo tu e lui il Pier. 03 abril Voglio
Voglio collegare tutte le casse all’impianto, partire con una canzone giusta che dia l’inizio di tutto, questa che è l’ultima volta; voglio passare un’ora in cucina a preparare il cocktail peggio-riuscito della storia dei cocktails, voglio guardare il tramonto che sovrasta la città con una birra in mano e quegli amici giusti a fianco.
Voglio che il gusto dell’alcool mi bruci le labbra, che il sound mi rimbombi in testa; voglio smetterla di pensare e lasciare che il corpo faccia quello che vuole, ballare finche le gambe reggono; voglio smetterla di capire quello che provo, voglio provarlo e basta per una volta, ancora.
Voglio ridere senza un motivo, e non smettere mai, voglio passare la notte urlando contro il cielo, insieme a quelli che sanno come si urla, per davvero. Cantando insieme ai Frankys una traccia del Liga a squarciagola, voglio che la voce mi vada via.
Voglio non reggermi più in piedi, voglio che attorno tutto giri per sempre, senza fermarsi mentre il Franky’s mix scandisce la notte con il BPM giusto.
Voglio sdraiarmi distrutto sotto le stelle, voglio tenere duro finchè un alba estiva non le faccia scomparire; voglio svegliarmi (da un sogno) e trovare la casa distrutta, una maglietta di Gallo sull’albero, le bottiglie di vodka ovunque, Crisci che dorme distrutto in salotto sdraiato sul tappeto e con una gamba sul divano, i bicchieri rotti in giro x il terrazzo e Gallo che pulisce ovunque (tvb, ndr).
Voglio sentirlo tutto il Franky’s Party, l’ultimo.
Voglio che sia eterno.
Sarà un addio, ma sarà il più bello che si possa chiedere.
Tenete duro raga manca poco. 20 marzo 18.10 Somewhere (somehow) 19/03/06Una nuvola squarcia il tramonto a metà,
proprio nel cuore,
colpisce senza scrupoli lì dove è più debole,
il centro di un rosso sole che se ne sta andando.
Sostenuto (ancora per poco) da un mare agitatamente calmo.
Lascio un attimo la nuvola e il sole e il mare fuori dal finestrino della carrozza n°7.
E inizio a leggere la lettera più dolce del mondo.
Tuttadunfiato fino in fondo.
La rileggo un'altra volta, accertando di non essermela sognata,
una lettera cosi bella.
Non avevo mai provato qualcosa di cosi forte,
qualcosa che mi stringe dentro di me.
Il cuore inizia a battere al rallentatore,
ma non smette di fare il suo dovere,
continua a contrarsi e a distendersi con forza, lentamente.
Non l'avevo mai sentito battere cosi.
Lascio che tutte le emozioni e i ricordi mi scorrano nelle vene cosi piene d'amore.
Piango.
Rialzo lo sguardo,
uno spicchio di sole è ancora lì a guardarmi,
ma resta per una frazione di secondo,
giusto un occhiata,
capisce che nn c'è spazio nemmeno per lui in un momento cosi intimo.
Ripongo i miei sentimenti nella lettera,
la richiudo,
ultimo sguardo al cielo
sorrido,
TI AMO.
02 marzo Tears of LoversLe lacrime degli innamorati non sono salate, hanno quel dolce retrogusto che ti fa venire i brividi.
Le lacrime degli innamorati non possono essere descritte, devi averle assaporate per sapere cosa si prova.
Non sono lacrime qualunque, sono prepotenti gocce d’amore che scivolano delicatamente sul viso di due ragazzi, che sono di fronte a qualcosa di troppo grande per loro, qualcosa che non possono tenersi dentro.
Gli innamorati lasciano che le lacrime escano, non hanno paura di niente, non gli importa dell’aspetto che potranno avere quelle gocce ricche di emozioni, le lasciano uscire, malinconicamente, dolcemente.
Devi averle vissute quelle lacrime per poterle anche solo immaginare, quelle lacrime che bagnano le labbra di un bacio dolcissimo.
Le lacrime degli innamorati suggellano l’amore in un bacio dal gusto dolce e fanno rabbrividire i due ragazzi che, con il bacio più bello che potrà mai essere raccontato, si lasciano in un addio infinito.
30 enero La neve copre tuttoLa neve copre tutto, cancella tutti i confini aiutata dal freddo di una nebbia invernale.
Sette e trenta, domenica mattina, la sveglia suona, anche oggi. Ti rimangi la promessa fatta al tempo la sera prima, quando l’avevi puntata alle 7.30 AM. La sera, momento in cui ti accorgi che la giornata è già finita, e hai fame, fame di emozioni, fame di vita, fame di qualcosa che giornate cosi vuote non sanno darti. Punti la sveglia alle sette e trenta sperando di poter allungare il tempo e vivere un po’ di più. È inutile. Te ne accorgi ma è troppo tardi.
Ti alzi, barcolli, su le tapparelle, giornata grigia (anche questa), una pioggia sottile cade. Le nuvole basse coprono tutto, il cielo, il tuo cielo, il Vostro cielo, non c’è. E questo non ti aiuta. Non hai niente, anche il cielo ti ha abbandonato. Riempi una tazza di tè. Vorresti poter riempire qualcos’altro.
Apri una finestra, da fuori entra un bianco silenzio assordante. Prendi il lettore mp3, lo colleghi alla usb del notebook, ci carichi su qualche canzone di quelle giuste. Pieces – Sum41, Iris – Goo Goo Dolls, Blind – Lifehouse, Perfect – Simple Plan, Only one – Yellowcard. Ti metti su la prima felpa che trovi. Prendi le cuffie. Esci.
Bianco, ovunque. Mattina fredda, ancora più fredda senza Lei… Nemmeno la felpa può fare niente contro il freddo che hai dentro. Cominci a correre, per scaldarti, per pensare, per dimenticare, per ricordare.
La neve ha coperto tutto, aiutata dalle nuvole, non si capisce dove finisce il cielo e dove inizia la terra e poi ancora dove inizia il lago, formano un tutt’uno dalle tonalità bianco-grigie, triste coacervo di sentimenti e di malinconia non definiti, emozioni sparse alla rinfusa in un cuore, solo.
Ci sei, solo, tu e la tua strada, adesso, attorno un’insensibile giornata qualunque che tiene al sicuro i tuoi sentimenti, racchiusi all’interno di questa fragile scatola di cristallo. Solo con i tuoi sentimenti, che si fanno avanti sempre più forti.
Piove, gocce sottilissime ti entrano nelle ossa, ti copri con il cappuccio della felpa, fittizio strumento di nascondiglio, incapace di difenderti da un dolore che proviene da dentro.
Lacrime, sottilissime, ti entrano nella pelle, anche il cielo sta piangendo, un po’ questo ti rincuora. Continui a correre, a destra il lago, a sinistra ville, in mezzo tu e i tuoi sogni. Vai avanti, non ti fermare.
La neve copre tutto, anche i ricordi. Provi a scavare per riviverli ma è difficile, e ti fa male, e lo sai, e continui. Non ti è rimasto niente, la neve ha coperto tutto.
Alzi il volume di questo silenzio che ti sta attorno, che ti sta dentro. Corri più veloce, vuoi lasciarti dietro qualcosa, rimorsi, rimpianti, o forse vuoi solo andartene, scappare da tutto questo, per tornare a sfiorare il cielo con un dito.
Ma non puoi. Sei solo. Tu, la strada, la tua musica, (il cielo?).
Giornata malinconica, la neve copre tutto, in una di quelle mattinate in cui non si capisce dove finiscono i sogni e dove inizia il cielo
10 enero Ho sfiorato il cielo con un ditoHo sfiorato il cielo con un dito, finalmente il coraggio di prendere quel treno l’ho trovato, e allora tutto comincia a scorrere veloce e non faccio in tempo a fermarmi un attimo che mi ritrovo li, sul treno dei desideri.
Ho sfiorato il cielo con un dito, alla mia destra improvvisamente appare il mare e lo seguono alcune stelle e un tramonto bellissimo dai colori caldi. L’acqua è calma, il cuore un po’ meno. Le sento le vene che mi battono dentro, più forti del solito.
Ho sfiorato il cielo con un dito, non faccio in tempo a raccogliere le emozione e metterle nello zaino che il treno sta già frenando, ed è l’ultima fermata. La fermata dei desideri.
Ho sfiorato il cielo con un dito, mi avvicino alla porta e faccio un respiro profondo. Ci siamo. Ci sei. È venuto il momento di vivere. Questa volta per davvero.
Ho sfiorato il cielo con un dito, gli occhi setacciano tutta la stazione in cerca di occhi conosciuti. E poi li trovano. E allora si chiudono un istante. O meglio si chiudono un infinito. Il tempo di rendermi conto che non sono più in un sogno, ma finalmente nella realtà tanto sognata.
Ho sfiorato il cielo con un dito, abbracci baci carezze parole [d’amore. Nulla importa più, ci siamo solo noi tre, in questo momento così piccolo e infinito.
Ho sfiorato il cielo con un dito, il tempo è contro di noi, i baci scandiscono i secondi di un orologio che va troppo veloce.
Ho sfiorato il cielo con un dito, passando i momenti più belli della mia vita, con loro, le mie piccoline.
Ho sfiorato il cielo con un dito, bevendo tutta la felicità che può esserci alla mia ultima festa dell’anno, assaporando tutto l’amore che esiste alla prima dell’anno successivo.
Ho sfiorato il cielo con un dito, ubriaco di sentimenti fortissimi, quei sentimenti che ti fanno piangere e sorridere nello stesso momento. Indescrivibili.
Ho sfiorato il cielo con un dito, ma ora basta, devo svegliarmi, da un sogno che vorrei protrarre all’infinito. Eccomi di nuovo li, sul binario 4.
Ho sfiorato il cielo con un dito, tienile dentro le lacrime Franky, provaci.
Ho sfiorato il cielo con un dito, sto quasi per salire sul treno, ma qualcosa mi ferma, e allora mi giro, lascio le borse li, in mezzo alla stazione, e corro.
Ho sfiorato il cielo con un dito, gli ultimi baci, i più puri, i più tristi, i più malinconici, i più belli forse.
Ho sfiorato il cielo con un dito, alla mia sinistra improvvisamente appare il mare. L’acqua è calma, il cuore un po’ meno Le sento le vene che mi battono dentro, più forti del solito.
Ho sfiorato il cielo con un dito e vorrei tornare lassù.
Dedicated to Sassa
-Franky- 03 enero Back HomeAllora è questo che si prova...
Qualcosa di grande però va a finire che lo provi. Quel poco che sai è che era tutto fottutamente meraviglioso. La festa il mare i tramonti i piedi nelle vasche da bagno con l’acqua bollente le passeggiate sul lungomare ballare parlare con messner della geografia della Slovenia. Era tutto così fottutamente bello. E allora via, altro giro altro regalo. Ed è già pensando alla prossima volta in cui tornerai lassù, tre metri da terra, su una torre eiffel di corde, sdraiato a guardare le stelle sfiorandole con il cuore che ti batte a mille, che apri il cellulare e leggi il messaggio più dolce del mondo. Una foto, pura. E subito sotto una scritta:
Te lo prometto È bello assaporare la vita con dei sorsi cosi grandi, che se non sei abituato ti fanno stare un po’ male, come l’alcool, che prima ti fa sentire invincibile e poco dopo ti lascia solo a soffrire, facendoti pagare a caro prezzo i pochi istanti di gloria in cui ti senti padrone di te stesso, delle situazioni, degli altri. Momenti in cui tutto era perfetto, momenti in cui non avresti cambiato nulla, momenti che ora ti lacerano dentro.
Che sicuramente ti faranno stare ancora più male, ma che non puoi non ascoltare, vivere. La musica a volte è come una droga. Lasciare uscire tutte quelle lacrime che ti bruciano le guance finché non arrivano a bagnarti le labbra e allora incontrando un sorriso rimasto ancora a 400 km di distanza dare vita ad un mix di felicità e malinconia e tristezza e gioia, quel mix che nessuno saprà mai spiegare e che viene su come capita, mentre abbassi il volume di una canzone alzando quello di un’altra, mentre sfumi sul finale di ognuna e qua e là skratchi un ritornello, e chi lo sa che alla fine non venga fuori un bel risultato mettendo insieme tutte quelle emozioni, quei vinili, quelli vecchi e quelli nuovi, in quel mix il cui titolo è vita e il cui genere lo decidi tu. Beh nonostante tutta questa confusione di una cosa sono certo.
Sta venendo proprio bene. Ed è anche grazie a voi. Grazie a SASSA che sa essere così tenera (volevo poi fare un piccolo ringraziamento speciale a una persona che ha fatto diventare il mio finedanno/capodanno indimenticabile... grazie a lui il 1gennaio ho riso e ho pianto iniziando così il nuovo anno con le due emozioni che più di tutte mi accompagneranno nel 2006... Franky, tvb e grazie di tutto sei un amico veramente...ehm sgaio(non ho trovato un termine migliore per descriverti spero che tu mi abbia capito).....) e pacioccosa, e poi x aver un padre che è un mito vivente e un gatto cieco che riconosce le porte chiuse. E poi… Un grazie speciale alla mia piccolina, alla mia riccia… solo tu sai cosa mi fai provare.
è tutto, lasciamoci cullare da questa notte stellata.
Buonanotte Ragazzi
Don’t be sad tonight, let’s make this last forever.
25 diciembre Posso scrivere i versi più tristi questa nottePosso scrivere i versi più tristi questa notte.
Scrivere, ad esempio : La notte è stellata, e tremolano,azzurri, gli astri in lontananza. Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte. Io l'amai , e a volte anche lei mi amò .
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia. La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo. Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte. Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei. E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarla. La notte è stellata e lei non è con me.
E' tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza. La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca. Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi. Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai. La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei suoi baci. La sua voce, il suo corpo chiaro . I suoi occhi infiniti.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo . E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia, la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.
Pablo Neruda 08 diciembre *Untitled*
E poi, e poi ci sono momenti come questo… In cui non capisci perché ti senti tremare e perché ti viene la pelle d’oca.. Ma poi ti basta alzare lo sguardo verso il cielo e improvvisamente capisci tutto.. E non riesci a fermarla.. O forse semplicemente non vuoi.. Quella lacrima che ha tanto sapore di [Hastings.
11 noviembre The meaning of the word PIEROggi mi è arrivato un messaggio, uno di quei messaggi che meritano l'apertura di un blog solo per loro:
"Franky ma te lo ricordi quando eravamo ubriachi e sul pier salutavamo tutti, ci provavamo con tutte e facevamo anche la figura dei fighi? Qui non è cosi...
Pensa andare da una tipa borghesotta e dirle "hi sweety how you doin' i'm drunk but i like you"...
Troppo tradizionalisti, con la puzza sotto il naso e la paura di non apparire abbastanza...
A Hastings eravamo liberi, qui sembra che tutti ti guardino storto, se esci dagli schemi sei morto."
Beh Frenk volevo solo dirti una cosa... se esci dagli schemi non sei morto, se esci dagli schemi sei Vivo.
Dedicato al Frenk e a tutti coloro che il pier l'hanno toccato con la faccia barcollando sbronzi in una notte di mezza estate.
ThE FrAnKy |
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